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Ovaio Policistico: Dieta e Alimentazione, Cosa Mangiare?

Ovaio Policistico: Dieta e Alimentazione, Cosa Mangiare?

Ovaio Policistico: Dieta e Alimentazione, Cosa Mangiare? – La sindrome dell’ovaio policistico (PCOs) è un disturbo cronico molto comune fra le donne in età fertile, tanto che circa il 4 – 12% richiede un monitoraggio permanente.

Conoscerne le cause, la prognosi ed i possibili rischi è molto importante per il suo trattamento, che consiste oltre che nell’asunzione di farmaci, anche su approcci terapeutici basati sui sintomi.

Un aiuto significativo può essere dato da una corretta dieta, che prevede il controllo del peso e l’eliminazione di qualche cibo a favore di altri.

La policitosi ovarica è una patologia endocrino – metabolica caratterizzata da una eccessiva produzione di ormoni androgeni nelle donne (iperandrogenismo) e da una riduzione di FSH, che di conseguenza possono presentare crescita anomala di peli (irsutismo) e disfunzione ovulatoria, causa di infertilità e irregolarità mestruali, ovaio policistico ed obesità.

Nelle donne che ne soffrono, come accennato, il primo aiuto è dato dal controllo del peso.

Un leggero esercizio fisico, come una camminata giornaliera di almeno 30 minuti, associata ad una dieta equilibrata dovrebbero essere un’importante abitudine.

Come aiuto contro i sintomi legati alla sindrome dell’ovaio policistico è altresì importante ridurre le calorie, i grassi saturi e gli zuccheri, ed aumentare invece le fibre ed i grassi polinsaturi.

Garantire un adeguato apporto di omega-6 ed omega-3, di vitaminedi sali minerali, e prediligere i carboidrati integrali riducendo quelli raffinati o lavorati.

E’ sempre consigliato consumare almeno 5 pasti giornalieri, scegliendo cibi a basso indice glicemico, in modo da garantire un minor carico glicemico.

Da evitare assolutamente l’alcol, il fumo e la caffeina.

E’ da sottolineare che il controllo del peso, in donne affette da sindrome dell’ovaio policistico (PCOs) è di particolare importanza, considerato che la patologia è associata ad un maggior rischio di contrarre diabete mellito di tipo II.

L’iperinsulismo presente nelle pazienti con PCOs, infatti, contribuisce all’iperandrogenismo tipico della sindrome, ed è conseguenza dell’insulino-resistenza che si riscontra nel diabete di tipo II.

La dieta ipocalorica quindi determina una riduzione dell’iperinsulinemia e del testosterone con regolarizzazione dei cicli mestruali.

Le calorie complessive giornaliere dovrebbero essere ridotte di circa il 30% rispetto a quelle necessarie per il mantenimento del peso.

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